Sfida tra le delegazioni : Progetto MINIPOMPIERI

Obiettivo:       far conoscere e partecipare i ragazzi al mondo del volontariato e della solidarietà;

Attivita’:         incontri almeno 2 volte al mese continuativi per almeno 6 mesi, svolgimento di esercizi di abilità in impiego delle scale, utilizzo dei getti d’acqua, lancio delle manichette, arrampicata e discesa con le funi, passaggio su travi di equilibrio;
Divisa: cappellino con logo, giacchetta, maglia o gilè, tuta in tela o pile;
DPI di gruppo: caschetto, guanti, imbraco, scarponcini;
Tessera di riconoscimento: iscrizione all’associazione, attestato di partecipazione;
Per i piu’grandicelli: test di ingresso, test di uscita;
Gruppo minimo 10 unità.
Per chi partecipa al progetto la Presidenza Nazionale offre l’iscrizione gratuita all’

Associazione con rilascio di tessera personale di riconoscimento e attestato di partecipazione.

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Rispondo alla richiesta di precisazioni sui minipompieri. 

Credo che il numero di ragazzi impegnato nel gruppo minipompieri possa essere al massimo di una trentina, gli incontri potrebbero essere programmati ogni settimana o ogni quindici giorni, ed intrattenere i ragazzi per due/tre ore;
le attività possono essere di tipo ginnico, sportivo, ludico, di squadra; svolte nella sede dell’associazione, in cortile, in palestra, in piazza;
insieme alle occupazioni più festose è opportuno trasmettere messaggi utili per la crescita dei ragazzi.
Tutto questo potrebbe non costare nulla in termini di denaro ma solo l’impegno dei volontari che si accollano di  fare l’educatore.
 
Tuttavia  è più facile invogliare i ragazzi a partecipare agli incontri se si offre una divisa, che può essere realizzata con un tessuto di cotone tipo tuta d lavoro oppure con pantaloni e giacca di paille, più comodi da vestire,  opportunamente completati con stemmi e targhette rendono la divisa simile a quella di riferimento. Il costo può essere di pochi  € per capo.

Le attività ginniche possono essere simili a quelle che in passato erano svolte nella palestra scolastica a cura del professore di educazione fisica. 
Le attrezzature classiche come le scale in legno possono essere posizionate orizzontalmente a pochi centimetri da terra o ad altezza d’uomo per essere usate come passerella su cui camminare o sulla quale appendersi ; oppure possono essere elevate in altezza, appoggiate a un muro o addirittura in verticale ed essere scalate.

Ricordo che qualunque attività deve essere svolta in condizioni di assoluta sicurezza e la salita in quota deve essere effettuata solo quando dotati di idonea imbracatura e supporto dall’alto.

Con qualche spezzone di  fune i ragazzi possono imparare a fare i nodi, diversi per i vari impieghi, a riconoscere le caratteristiche delle corde, ad attivare sistemi di sicurezza reciproci.
Potendo  spendere per l’acquisto di alcuni imbrachi per ragazzi, di qualche moschettone e di una fune,  è possibile sviluppare molte attività appassionanti per i ragazzi; se richiesto la Presidenza Nazionale può impegnarsi  anche attraverso gli istruttori sui lavori in quota a insegnare  le tecniche corrette e l’impiego delle attrezzature adatte.

I ragazzi più piccoli possono effettuare calate mozzafiato , senza peraltro dover sviluppare particolari abilità essendo guidati e comandati dal basso, scendere attraverso teleferiche su funi o attraversare in altezza ponti tibetani fatti di funi; i più grandicelli possono facilmente imparare a salire e scendere sulle funi autonomamente.

Altre attività appassionanti possono essere collegate all’uso dei getti d’acqua, con pompe a bassa e media pressione, meccaniche e manuali, con tubazioni di piccolo diametro, organizzando gare sulla distesa delle tubazioni, sulla precisione del getto, sull’abilità nell’impiego delle attrezzature, sul modo di presentarsi della squadra.

Non stiamo inventando nulla, oltre cento anni fa quando si sono sviluppate le prime “Società di Mutuo Soccorso”, alcuni gruppi usavano richiamare i giovani in piazza per fare “pubblica dimostrazione sull’uso delle pompe”.

Ai ragazzi che partecipano ai minipompieri  deve giungere un messaggio educativo incentrato sui concetti di sicurezza, solidarietà e sussidiarietà, attraverso le esperienze vissute in gruppo con l’esempio dell’attività associativa.

Concludendo ritengo non importante la disponibilità di risorse economiche  per l’avvio del gruppo minipompieri  nè  serve una grande esperienza pompieristica dei formatori  ma solo la passione e la costanza nell’impegno che si intende assumere per non tradire la fiducia dei ragazzi; il gruppo può crescere nel tempo anche in funzione dei supporti che giungono per strada; quando i ragazzi cominceranno ad esibirsi in pubblico con facilità si troveranno anche le risorse economiche per crescere nelle attrezzature e per la dotazione delle divise.

Se l’esperienza dei minipompieri è condotta in modo coscienzioso naturalmente garantisce anche il vivaio per i futuri volontari di protezione civile.